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TV e brioche

Visite: 2159 Creato Venerdì, 25 Ottobre 2013 13:07 Comment count:

C'eravamo tutti davanti a quel "drive-in". Tutti noi imberbi brufolosi classe '70 e dintorni, a farci solleticare gli istinti dettati dall'età e dalla tempesta ormonale, davanti a chilometri quadrati di pelle scoperta che lasciava poco alla fantasia senza togliere nulla al sogno erotico. Quel programma definito sconcio da un moige che tutti noi detestavamo e che oggi ci piacerebbe veder osteggiare con la stessa veemenza i reality e i talent.

Sconcio e superficiale lo era, certo. E non pretendeva di essere altro. Non lo pretendeva ma ne era capace. La comicità intelligente era la vera protagonista sullo sfondo rosa pallido. I monologhi di Gianfranco  D'Angelo, le grandiose gag di Vito Catozzo, Carlino di Passerano Marmoreto, del Testimone di Bagnocavallo, tutte di un Faletti eclettico e sfrenato, diventato poi altro senza la stessa passione, persino la comicità demenziale (tra i primi esperimenti in Italia) di Francesco Salvi, conferivano al programma quell'assortimento di necessità che oggi chiameremmo con nostalgia "buona televisione".

In quella mistura che mai avremmo immaginato di rimpiangere così tanto, ciascuno dei protagonisti emergeva o sprofondava con sorti alterne dettate dall'ispirazione di autori e attori, tenendo una media qualitativa che oggi appare spaventosamente alta.

Zuzzurro e Gaspare, nello loro surreali apparizioni, hanno saputo fare del tormentone "ce l'ho qua la brioche" un uso moderato e sapiente, utile a condire tutto il resto e a farlo tenere a mente.

Oggi che Andrea Brambilla ci lascia, noi che non lo abbiamo conosciuto possiamo dedicare solo un pensiero al suo alter ego, Zuzzurro, ingenuo commissario, incantato da un assistente spesso crudele, che ci ha regalato in tante occasioni qualcosa che non ha prezzo: un sorriso sincero. 

Ci manca il Drive-in e ci mancherà Zuzzurro. E spero proprio che nessun adolescente di oggi possa mai scrivere con lo stesso rimpianto, tra vent'anni,  una cosa simile sulla televisione attuale. Anche se temo proprio che sarà quello che succederà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sconcio e superficiale lo era, certo. E non pretendeva di essere altro. Non lo pretendeva ma ne era capace. La comicità intelligente era la vera protagonista sullo sfondo rosa pallido. I monologhi di Gianfranco  D'Angelo, le grandiose gag di Vito Catozzo, Carlino di Passerano Marmoreto, del Testimone di Bagnocavallo, tutte di un Faletti eclettico e sfrenato, diventato poi altro senza la stessa passione, persino la comicità demenziale (tra i primi esperimenti in Italia) di Francesco Salvi, conferivano al programma quell'assortimento di necessità che oggi chiameremmo con nostalgia "buona televisione".

In quella mistura che mai avremmo immaginato di rimpiangere così tanto, ciascuno dei protagonisti emergeva o sprofondava con sorti alterne dettate dall'ispirazione di autori e attori, tenendo una media qualitativa che oggi appare spaventosamente alta.

Zuzzurro e Gaspare, nello loro surreali apparizioni, hanno saputo fare del tormentone "ce l'ho qua la brioche" un uso moderato e sapiente, utile a condire tutto il resto e a farlo tenere a mente.

Oggi che Andrea Brambilla ci lascia, noi che non lo abbiamo conosciuto possiamo dedicare solo un pensiero al suo alter ego, Zuzzurro, ingenuo commissario, incantato da un assistente spesso crudele, che ci ha regalato in tante occasioni qualcosa che non ha prezzo: un sorriso sincero. 

Ci manca il Drive-in e ci mancherà Zuzzurro. E spero proprio che nessun adolescente di oggi possa mai scrivere con lo stesso rimpianto, tra vent'anni,  una cosa simile sulla televisione attuale. Anche se temo proprio che sarà quello che succederà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autore

Nicola Cirillo

Gender: Uomo Email: cinico@cinicoweb.it

Dove Siamo

Salerno

Italia

 
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