{"id":240,"date":"2012-12-10T17:04:00","date_gmt":"2012-12-10T16:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/?p=240"},"modified":"2023-03-10T10:33:54","modified_gmt":"2023-03-10T09:33:54","slug":"andrea-camilleri-e-la-nuova-guerra-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/2012\/12\/10\/andrea-camilleri-e-la-nuova-guerra-globale\/","title":{"rendered":"Andrea Camilleri e la nuova guerra globale"},"content":{"rendered":"\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sapevo da qualche giorno che il Courmayeur Noir in Festival, nella sua XXI edizione, avrebbe conferito ad&nbsp; Andrea Camilleri e a Petros Markaris ilRaymond Chandler Award, prestigioso riconoscimento alla carriera, rappresentato dal doblone Brasher, il gioiello che Marlowe doveva ritrovare in Finestra sul vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sapevo pure che la consegna sarebbe avvenuta a Roma, in occasione della presentazione alla stampa del festival.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E fino alla sera prima, per quanto lo volessi, non ero riuscito a vincere alcuni piccoli contrattempi e la colossale indolenza che mi impedivano di andarci. Solo poche ore prima, complice un\u2019accompagnatrice zelante, ho deciso che il viaggio sarebbe valso l\u2019esperienza. Mi sbagliavo, naturalmente. L\u2019esperienza \u00e8 valsa parecchio di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Roma mi trovo in un consesso di giornalisti. Al banco dell\u2019organizzazione chiedono per quale testata scrivo. Biascico qualcosa su un accredito stampa richiesto in ritardo e su un passaggio deciso all\u2019ultimo momento. \u201cMa ti registro ora, ci mancherebbe\u2026 tra di noi\u2026\u201d. Soffoco a fatica il \u201cnoi chi??\u201d che mi esplode in gola, mentre prendo la cartella stampa (la mia prima) e vado a sedermi, evitando i posti riservati che mi avevano indicato. A tutto c\u2019\u00e8 un limite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giorgio Gosetti, che dirige il festival insieme a Marina Fabbri, inizia la presentazione con la tranquillit\u00e0 di chi sa come parlare in pubblico. Questo finch\u00e9 Camilleri arriva, con un po\u2019 di anticipo, e si siede tra il pubblico: sceglie un posto non riservato. Mi viene da ridere ma tengo duro. La sicurezza di Gosetti vacilla. Confessa di sentirsi come uno scolaretto che chiede tempo alla maestra, perch\u00e9 deve dire ancora qualcosa prima di passare la parola a Gaetano Savatteri che condurr\u00e0 l\u2019intervista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie a questa battuta non troppo disinvolta, il Maestro comincia il suo intervento con una delle gag che rendono ogni sua intervista un piccolo capolavoro. \u201cPotevo stare qui ad ascoltarli per delle ore, se non fosse che sono un po\u2019 raffreddato e porto il peso degli acciacchi dell\u2019et\u00e0. Questo sono per chiarire che io non sono uno di quelli l\u00e0\u2026\u201d: non aveva fretta lui, ma il suo fisico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Savatteri comincia a sparare le sue cartucce. \u201cParlaci della tua prima partecipazione al Noir Festival\u201d. Con il solito coinvolgente modo di raccontare, ricorda che si present\u00f2 a Courmayeur come Tot\u00f2 e Peppino a Milano, anzi peggio, convinto com\u2019era di andare incontro ad atroci dolori reumatici. Invece si trov\u00f2 benissimo, nonostante l\u2019idea della montagna tutt\u2019ora non metta a suo agio un siciliano di scoglio come lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Present\u00f2 un racconto in fretta e furia, il compagno di viaggio, che venne letto insieme a quello richiesto a un autore francese. Durante la lettura il francese cominci\u00f2 a guardarlo strano. Lui cap\u00ec solo quando, sentendo il racconto del collega, scopr\u00ec che aveva la stessa struttura e ambientazione del suo e persino il finale si assomigliava. Mentre cercava di spiegare che non c\u2019era stato nessun accordo, un energumeno con la barba si alz\u00f2 criticando gli scrittori europei, di idee troppo omogenee sugli spazi stretti e la psicologia. \u201cChi \u00e8 quel tizio?\u201d chiese. \u201cEd McBain\u201d rispose un vicino. \u201cAh, beh\u2026\u201d fece lui alzando le mani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ridiamo tutti, ma non \u00e8 finita. Ne ha in serbo un\u2019altra. \u201cQuella sera Ed McBain, che poi veramente si chiama Evan Hunter, me lo trovai accanto a cena; previdi una serata assai noiosa per me che non spiccico una parola di inglese. Invece, mentre mangiavo lardo di colonnata, lui mi fa: \u2018d\u2019unni s\u00ec tu?\u2019 E io: \u2018di Porto Empedocle so\u2019, perch\u00e9 tu d\u2019unni s\u00ec?\u2019 \u2018no, io miricano so\u2019, ma mi patre e mi matre\u2026 io mi chiamo Tot\u00f2 Lombino\u2019\u2026 e la cosa cangi\u00f2\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spiegazione dei racconti simili \u00e8 l\u2019affinit\u00e0 tra gli autori europei mediterranei. La sua famiglia (con la f minuscola, chiarisce) in senso letterario \u00e8 quella di George Simenon, Friedrich D\u00fcrrenmatt, Jean Claude Izzo, Petros Markaris, Manolo Vasquez Montalban e non quella degli inglesi scientifici e cervellotici o degli americani, nemmeno se siciliani d\u2019alto mare come McBain. \u201cA me piace il colpo di genio, la trovata, l\u2019intelligenza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQual \u00e8 il tuo rapporto con Chandler e Hammet?\u201d riprende Savatteri. Camilleri racconta di essersi avvicinato a questi autori via cinema e non attraverso i libri. Di Samuel Hammet riconosce la straordinaria capacit\u00e0 di portare la scrittura alta nella letteratura noir, fino ad allora considerata alla stregua di indovinello enigmistico, riuscendo finanche a citare Shakespeare, nel finale de il Falcone Maltese: \u201csiamo fatti della stessa sostanza dei sogni\u201d. Raymond Chandler, persino pi\u00f9 raffinato di Hammet, introduce una vulnerabilit\u00e0 dell\u2019eroe che lo umanizza e lo rende pi\u00f9 realistico, e che contraddistingue anche il suo Montalbano. Due scrittori puri, non di genere. Due letterati a tutto tondo per altezza e qualit\u00e0 delle opere prodotte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPare che tu abbia sceneggiato un western\u2026 \u00e8 vero?\u201d. Sorride all\u2019idea e racconta che una volta gli chiesero di scrivere una sceneggiatura western. La consegn\u00f2, fu pagato e non ne seppe pi\u00f9 nulla. Anni dopo era davanti al suo vecchio televisore insieme alla signora che gentilmente divide la casa con lui da oltre cinquant\u2019anni, quando iniziarono a&nbsp; scorrere degli ectoplasmi sul video, in una storia di cui riusciva a prevedere ogni scena. \u201cL\u2019hai gi\u00e0 visto?\u201d chiese la signora (\u201csi tratta di mia moglie\u201d spiega per i pi\u00f9 lenti). \u201cNo, credo di averlo scritto io\u201d le rispose divertito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E fino a qui si rischierebbe anche di annoiarsi, di sentire cose gi\u00e0 dette, per quanto belle. Ma non ce n\u2019\u00e8 il tempo: Savatteri sta per lanciare la bomba: \u201cL\u2019argomento del festival \u00e8 l\u2019apocalisse. In Italia, in Europa, stiamo vivendo un\u2019apocalisse sociale, finanziaria, economica. E\u2019 la fine?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cede subito alla tentazione di scherzare a suo modo, citando Sciascia[1]: \u201cCu tuttu ca sugnu orbu la viu niura\u201d (nonostante sono cieco, la vedo nera). Questa non \u00e8 l\u2019apocalisse, spiega, che ci porterebbe alla perdita di tutto. Del denaro, di cui non gli pu\u00f2 fregare di meno, ma anche di cose pi\u00f9 importanti come le letture, il che invece gli dispiacerebbe molto. Ma \u00e8 certo un bruttissimo momento. Siamo in guerra, la prima guerra globale del terzo millennio. Non ci sono le bombe e non ci sono i morti (anche se di questo non si pu\u00f2 essere certi), ma si usano armi diverse come il denaro e la speculazione, per mettere in ginocchio le nazioni pi\u00f9 deboli. \u201cSeguiamo i listini di borsa come io seguivo da giovane i bollettini di guerra, con le stesse ansie e gli stessi timori. Avanzavamo, arretravamo, perdevamo questa o quella citt\u00e0\u201d. E oggi con la stessa ansia tutti ascoltano le notizie dalla Banca Centrale Europea, stato maggiore di un nuovo esercito preso a elaborare piani difensivi per evitare il crollo. La differenza di fondo con una guerra tradizionale \u00e8 che qui non si sa chi sia il vero nemico, chi c\u2019\u00e8 davvero dietro. Ma, come spesso accade in situazioni critiche, l\u2019umanit\u00e0 tende a reagire e a dare un senso ai rapporti tra gli uomini. \u201cE allora, chi vi dice che non ne verr\u00e0 un gran bene?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi lunghi secondi di silenzio e parte un applauso spontaneo, liberatorio, anche da parte di quelli che avevano gi\u00e0 letto questo suo pensiero in un articolo uscito, mi pare, su Il sole 24 ore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giancarlo De Cataldo interviene e consegna il doblone Brasher, lamentandone le ridotte dimensioni: \u201cuna volta che consegno un premio, poteva essere una targa da tre metri quadri?\u201d. Ma sorride e lo fa anche il Maestro, dispiaciuto di non avergli a sua volta potuto consegnare non so quale premio in Regione Lazio qualche settimana prima. De Cataldo lo informa: \u201calla fine me lo ha dato la Polverini\u2026\u201d. Lui risponde con un sorriso malizioso: \u201cAllora sono ancora pi\u00f9 dispiaciuto per te\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 affaticato e si vede. Quasi dimentica di aprire il premio, ma ripara. Lo osserva con attenzione e apprezzamento.&nbsp; Saluti finali e tutti si alzano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei farmi autografare la mia copia de Il birraio di Preston e vorrei regalargli il mio romanzo, su cui imbastisco una dedica veloce: ad Andrea Camilleri, grazie per le storie, grazie per le parole. Ma devo scegliere tra le due cose. Non c\u2019\u00e8 tempo, \u00e8 gi\u00e0 in piedi e non ci rester\u00e0 per molto, influenzato e stanco com\u2019\u00e8. Cos\u00ec mi limito a fermarlo un istante: &#8220;Maestro, posso offrirle un piccolo dono?&#8221;. E lui: &#8220;con piacere, grazie&#8221;, e sembra anche sincero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia diligente accompagnatrice, improvvisata fotografa, immortala il momento in cui mi guarda come se avessi enormi orecchie verdi. Mi piacerebbe sapere che sta pensando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se ne va. Lo seguo fuori tra gli altri per vedere se si accende la sigaretta che avrei tanto voluto scroccargli (dopo un&#8217;ora senza, doveva averne una voglia\u2026) e soprattutto in quale cestino butta il mio prezioso libro autografato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non fa nessuna delle due cose, ma a essere onesto stava salendo in taxi e in giro non c&#8217;erano cestini: si vede che \u00e8 una persona civile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">_<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">[1] Sciascia, nel suo \u201cOcchio di capra\u201d, racconta che all&#8217;inizio della seconda guerra mondiale un giornalista aveva chiesto ad un mendicante cieco davanti alla chiesa di un piccolo paese del sud della Sicilia che cosa ne pensava dell&#8217;entrata in guerra dell&#8217;Italia. Il cieco rispose: \u201cNonostante sia cieco, la vedo nera\u201d. Ancora oggi questa frase viene usata quando c&#8217;\u00e8 un assoluto pessimismo riguardo all&#8217;evolversi di una certa situazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sapevo da qualche giorno che il Courmayeur Noir in Festival, nella sua XXI edizione, avrebbe conferito ad&nbsp; Andrea Camilleri e a Petros Markaris ilRaymond Chandler Award, prestigioso riconoscimento alla carriera, rappresentato dal doblone Brasher,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":241,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"episode_type":"audio","audio_file":"","podmotor_file_id":"","podmotor_episode_id":"","cover_image":"","cover_image_id":"","duration":"","filesize":"","filesize_raw":"","date_recorded":"","explicit":"","block":"","footnotes":""},"categories":[19,17],"tags":[],"class_list":["post-240","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-ciniconews","category-in-evidenza","post_format-post-format-image"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/media\/241"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}