{"id":372,"date":"2011-10-07T10:53:00","date_gmt":"2011-10-07T09:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/?p=372"},"modified":"2023-03-10T10:53:36","modified_gmt":"2023-03-10T09:53:36","slug":"erri-de-luca-poesia-liberta-e-assenti-ingiustificati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/2011\/10\/07\/erri-de-luca-poesia-liberta-e-assenti-ingiustificati\/","title":{"rendered":"Erri De Luca: poesia, libert\u00e0 e assenti ingiustificati"},"content":{"rendered":"\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un pigro e afoso pomeriggio estivo, non diverso da quelli di questi giorni al netto del riscaldamento globale, nella stanza di uno dei miei cugini preferiti, persiane abbassate per non far entrare il caldo, in un tempo in cui i condizionatori erano esclusiva dei ricchi che allora ancora chiamavamo miliardari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ale mi passa questo libricino minuscolo, inserto de \u201cIl mattino\u201d di qualche giorno prima. Leggo il titolo e l\u2019autore e faccio \u201ce chi \u00e8?\u201d. Lui mi racconta di questo muratore di lotta continua che traduce la bibbia con il suo ebraico da autodidatta e che scrive libri. Uno strano, dice, ma bravo. Sar\u00f2 onesto: pensai \u201cche palle!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si chiama Erri De Luca (Erri senza H o Y, \u201cio me li sono tolti questi accidenti dal nome\u201d, dir\u00e0 in un\u2019intervista). In mano ho \u201cIl cronista scalzo e altri scritti\u201d. Leggo righe toccanti in una commemorazione di Giancarlo Siani non scontata che trova pi\u00f9 di un modo elegante per non scivolare nel luogo comune. Da allora, &nbsp;senza un ordine preciso, mi sono arrivati \u201cUna nuvola come tappeto\u201d, \u201cIl giorno prima della felicit\u00e0\u201d, \u201cMontedidio\u201d, \u201cil peso della farfalla\u201d, \u201cMorso di luna nuova\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su tutti &nbsp;gli altri \u201cTre cavalli\u201d. Non una storia di culture, non d\u2019amore tra genti, non una biografia n\u00e9 una storia di sangue e azione, ma tutte queste cose insieme in un equilibrio impossibile, che pure appare solido come una delle pareti rocciose che l\u2019autore \u00e8 abituato a scalare. Una scrittura densa, da non poter sorbire al volo. Le parole arrivano dalla pagina agli occhi e poi alla testa, lente come una colata lavica e quando approdano contengono e liberano la stessa energia. Non acceleri perch\u00e9 intuisci che potresti perdere qualcosa di quel fiume possente, e te ne guardi bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ho avuto la notizia che sarebbe venuto a Salerno, ospite della \u201cCasa della Poesia\u201d di Baronissi, mi sono informato sulla struttura e mi sono vergognato un po\u2019. Immigrato da queste parti da ormai vent\u2019anni, non avevo mai sentito parlare di un progetto cos\u00ec vivo su una attivit\u00e0 dai pi\u00f9 considerata estinta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erri De Luca invece sembra conoscerla bene questa casa, per l\u2019antica amicizia con Izet Sarajli\u0107, poeta di Sarajevo che ne \u00e8 stato presidente onorario fino alla sua scomparsa nel 2002. Scrive infatti: \u201cCasa della poesia: un tetto per un&#8217;arte vagabonda che nel 1900 ha viaggiato alla deriva di esili, migrazioni, oppure nei centimetri di celle e recinzioni. Casa della poesia: suo posto \u00e8 nelle strade, nelle stive, nei quaderni scritti e seppelliti tra le radici di un albero in un campo di concentramento, sulla carta di sacchi di cemento, nell&#8217; unghia una scheggia di carbone. Casa della poesia: succursale di addii che trovano un riparo, un asilo per passi pellegrini. Il grazie di un sorriso a chi ha pensato per la poesia, a una casa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E nell\u2019incontro di poesie e di poeti dovr\u00e0 parlare. Non \u00e8 materia mia, e non ne sono entusiasta. Ma ci vado lo stesso perch\u00e9 ho ormai imparato che con lui non si pu\u00f2 mai dire a prescindere \u201cche palle!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La serata comincia con Sergio Iagulli che, in una breve introduzione, lancia un allarme sopravvivenza per la Casa della poesia. Tante idee, per lo pi\u00f9 realizzate, e poche risorse. Mi riprometto di far girare il suo invito a dare una mano e comincio da ora: www.casadellapoesia.org&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parte una serie di contributi video. Izet Sarajli\u0107 legge \u201cUltimo tango a Sarajevo\u201d e parla di \u201cscrivere prosa\u201d, &nbsp;Ante Zemljar ci regala \u201cIn piedi presso il muro\u201d e infine Alfonso Gatto recita \u201cA mio padre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuesti autori e le loro opere mi hanno riguardato\u2026\u201d. Cos\u00ec inizia Erri De Luca offrendo una panoramica della sua formazione, dalla biblioteca del padre alle letture che ha scelto sue. Lo racconta quasi rapito dai ricordi e il silenzio si fa denso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019improvviso bussano. Ma bussano davvero alla porta d\u2019emergenza dell\u2019auditorium. Sulle prime Erri finge come tutti noi di non sentire. Poi si riscuote, ci regala un raro sorriso e dice \u201cbussano\u2026 bussate e vi sar\u00e0 aperto, \u00e8 stato detto\u2026 quindi aprite\u201d. Il fastidio di tutti per l\u2019interruzione si scioglie in una risata generale. Solo uno sguardo distratto va agli imbarazzati avventori da \u201cporta di servizio\u201d, mentre lui prosegue come se nulla fosse, conservando per un po\u2019 le tracce di quel sorriso sul viso solitamente mesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa poesia \u00e8 il formato di esistenza del \u2018900\u201d. Non ama la poesia accademica, volutamente \u201celevata\u201d, del secolo precedente. Leopardi e il simbolismo francese, di cui qualcuno gli domanda, non gli sono congeniali. Si lascia scappare, in lingua madre, un \u201cnun me piaciono\u201d pi\u00f9 sincero delle spiegazioni che d\u00e0 per dovere nella sua seconda lingua, quella che \u201criposa nei libri\u201d, l\u2019italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Racconta aneddoti di poeti e patrioti, Anna Achmatova, Marek Edelman, Isaac Katzenelson che scrive il \u201cCanto degli ebrei messi a morte\u201d in yiddish, una lingua che il \u2018900 ha ucciso assieme ai milioni di persone che la parlavano. \u201cHo voluto studiare lo yiddish per questo e ho finito col tradurre Katzenelson dall\u2019originale\u201d dice un po\u2019 imbarazzato da quella che a nessuno di noi sembra un\u2019autopromozione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sta par riprendere quando\u2026 \u201cC\u2019\u00e8 da spostare una macchina\u2026\u201d. Tutti si guardano intorno e non ci credono. Come per la \u201cbussata\u201d di prima e come vuole una certa etichetta per il tipo di serata, si cerca di ignorare l\u2019interruzione. Ma Erri sorride di nuovo e chiede modello e &nbsp;targa. Si produce in una maldestra performance da annunciatore da stadio che fa ridere tutti insieme a lui, come certo era nell\u2019intenzione. Il proprietario non si trova o si cela nella folla per comprensibile pudore. \u201cPotete rimuoverla, non \u00e8 nostra&#8230;\u201d comunica &nbsp;ancora Erri, nell\u2019imbarazzo sempre pi\u00f9 evidente di Sergio Iagulli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiede che gli si facciano domande, non \u00e8 una conferenza e lui non \u00e8 un conferenziere. Tutti zitti come a scuola. Anch\u2019io avrei una domanda, ma come gli altri non me la sento di essere il primo. E allora si fa una domanda e si risponde, e la faccia di Marzullo compare per incanto nell\u2019immaginario di tutti. Risate. Chi l\u2019avrebbe detto che con Erri De Luca a parlare di poeti e poesia, di guerra e di violenze, si potesse ridere cos\u00ec spesso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma in breve le domande arrivano e Erri si trova a difendersi dall\u2019\u201daccusa\u201d di essere un poeta o di permeare i suoi scritti di poesia, dai pi\u00f9 lanciata con tutte le buone intenzioni. \u201cNon sono un poeta. Se scrivo una pagina di un romanzo posso arrivare a esserne soddisfatto, a dirmi che meglio di cos\u00ec non saprei immaginarla; se tento dei versi finiscono per rimanere sulla pagina approssimati per difetto. So che si possono scrivere meglio ma io non ne sono capace\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cVersi approssimati per difetto\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi \u00e8 parso di sentire il pensiero formarsi nel pubblico: \u201ce dice di non essere un poeta\u2026\u201d. Contro la folla non c\u2019\u00e8 gioco, Erri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci regala altre chicche come Marina Cvetaeva che contrappone alla gravit\u00e0 di Isaac Netwton un\u2019attrazione celeste: la mela, frutto gi\u00e0 troppo maturo, cade dall\u2019albero dimostrando che esiste la gravit\u00e0. Ma com\u2019\u00e8 arrivata sull\u2019albero? Grazie alla linfa vitale che dalla terra sale verso il cielo, grazie all\u2019albero stesso che cresce \u201callargando nello spazio la sua formula di rami\u201d, &nbsp;grazie a un\u2019attrazione celeste pi\u00f9 potente di quella terrestre perch\u00e9 la vince in direzione contraria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c\u2019\u00e8 la classifica del fuoco di Izet Sarajli\u0107 che, in assenza di legna, brucia la sua libreria nella stufa di una Sarajevo in guerra: Il primo inverno partirono i filosofi, il secondo i romanzieri, il terzo il teatro. Il quarto inverno toccava alla poesia di disfarsi nelle fiamme, ma la guerra fin\u00ec e la risparmi\u00f2. \u201cUltima destinata la poesia, in guerra la pi\u00f9 urgente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con grande semplicit\u00e0 ci offre poi una interpretazione del concetto di libert\u00e0: non un elenco di diritti, non uno stato stabile, ma la stessa libert\u00e0 che gli ebrei in fuga provano quando dietro di loro si chiude il mar Rosso e davanti c\u2019\u00e8 il deserto. La libert\u00e0 \u00e8 un \u201cazzardo rischioso\u201d, senza garanzie e senza quella possibilit\u00e0 di ripensamento che forse alcuni ebrei in seguito avrebbero voluto. Tutti restano in silenzio. Qualche distratto da ultima fila non ha sentito e non capisce che succede. Si affretta a informarsi col vicino che lo zittisce infastidito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quasi a voler far passare inosservata questa definizione di libert\u00e0, come se l\u2019avesse fatta grossa (e in un certo senso \u00e8 proprio cos\u00ec), Erri comincia a recitare \u201cConsidero valore\u201d. Alla fine parte un applauso spontaneo che dura un tempo lungo. Ci interrompe come pu\u00f2, raccontando la stessa quieta rassegnazione di Baglioni quando a gran richiesta canta per la milionesima volta \u201cQuesto piccolo grande amore\u201d. Vuole stemperare ma l\u2019applauso continua lo stesso. Contro la folla\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La serata si sta chiudendo e Sergio Iagulli chiede ad Erri di inviare un messaggio a Sarajevo, un video che sar\u00e0 proiettato in occasione dei prossimi incontri internazionali di poesia che si svolgeranno a fine settembre. La citt\u00e0 che \u201cha aperto il \u2018900 con un colpo di pistola e l\u2019ha chiuso sotto le bombe\u201d, una capitale tormentata, riceve(r\u00e0) il saluto di Erri e, grazie a un artificio quasi magico, ci rende tutti suoi cittadini per un momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si alza e saluta. Ma la parte pi\u00f9 difficile per lui non \u00e8 ancora iniziata. Rivolto al pubblico come un condannato coraggioso, indica i tavolini esterni per la sua pena: autografi e fotografie. Lo raggiungo mentre scrive il suo nome senza sosta e cos\u00ec, fra gli altri, infilo anche il mio \u201cIn alto a sinistra\u201d. Prima di uscire non sono riuscito a trovare \u201cTre cavalli\u201d nel disordine della mia libreria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente non mi basta. Sta diventando un capriccio bizzarro quello di incontrare gli artisti e manifestargli ammirazione, strappargli una stretta di mano o una parola solo per me, non condivisa col grande pubblico. Cos\u00ec aspetto che sfolli per vedere se riesco a fargli almeno la domanda con cui non avevo trovato il coraggio di cominciare il fuoco in sala.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto osservo la gente intorno. Una ragazza con grandi occhi scuri fissa incantata Erri che continua pur estenuato a firmare qualsiasi cosa. Poi lei lo vede alzarsi e fare una, due fotografie. Sorpresa si gira a chiamare gli altri \u201cfai venire tutti, ci fa fare le foto\u2026\u201d. Come in un matrimonio d\u2019altri tempi il rito della foto con i trecento parenti si consuma finch\u00e9 \u201cocchi grandi\u201d e le amiche riescono persino a trovare il coraggio di invitarlo a cena. Fresca e splendidamente sfacciata giovent\u00f9, avr\u00e0 pensato rifiutando con garbo sublime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo ormai in pochi lui sta respirando un po\u2019, cos\u00ec mi avvicino e crudelmente gli ostacolo il sollievo. \u201cStasera ci hai parlato di tante persone che non ci sono pi\u00f9. In altre occasioni ti ho sentito chiamarli assenti ingiustificati. Qual \u00e8 la differenza tra questi assenti e quelli giustificati?\u201d. Riesco a porre la domanda in maniera comprensibile e gi\u00e0 mi pare un miracolo. \u201cNon ci sono assenti che considero giustificati. Sono tutti andati via senza il mio permesso\u201d. Azzardo \u201cHai detto che sono tutti presenti nel tempo della tua scrittura, e aggiungerei della nostra lettura. Una specie di vita dopo la morte, come quella cristiana?\u201d e lui \u201cNon sono credente, sono ateo\u201d come a chiudere l\u2019argomento, con un sorriso in cui voglio leggere pi\u00f9 che le parole dette. &nbsp;Gli stringo la mano e ringrazio del tempo e delle parole che mi ha regalato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte, non solo quelle di questa sera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un pigro e afoso pomeriggio estivo, non diverso da quelli di questi giorni al netto del riscaldamento globale, nella stanza di uno dei miei cugini preferiti, persiane abbassate per non far entrare il caldo,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":373,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"episode_type":"audio","audio_file":"","podmotor_file_id":"","podmotor_episode_id":"","cover_image":"","cover_image_id":"","duration":"","filesize":"","filesize_raw":"","date_recorded":"","explicit":"","block":"","footnotes":""},"categories":[19,17],"tags":[],"class_list":["post-372","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ciniconews","category-in-evidenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/372","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=372"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/372\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/media\/373"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinicoweb.it\/cwn\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}